Motore e propulsione

Glossario Elettrico e ibrido

EV, PHEV, mild-hybrid, batteria, ricarica, autonomia.

75 termini

  • A

  • Architettura 800 volt

    L'architettura a 800 volt raddoppia la tensione tipica di 400 volt, permettendo ricariche più rapide e cavi più leggeri a parità di potenza. È adottata da elettriche di fascia alta e in crescita anche altrove. Richiede componenti dedicati e colonnine ad alta potenza per sfruttarla appieno.
  • Auto elettrica (BEV)

    Sigla
    Un'auto elettrica a batteria (BEV) è mossa solo da uno o più motori elettrici alimentati da una batteria ricaricabile, senza motore a combustione. Non produce emissioni allo scarico ed è silenziosa, con costi per chilometro in genere bassi. Autonomia e tempi di ricarica dipendono dalla capacità della batteria e dalla potenza della colonnina.
  • Autonomia (range)

    L'autonomia è la distanza percorribile con una carica, o con un pieno di elettrico nelle plug-in. Dipende molto da velocità, temperatura, stile di guida e uso del clima. I valori dichiarati sono di riferimento: nell'uso reale variano sensibilmente.
  • Autonomia reale vs dichiarata

    L'autonomia reale differisce da quella dichiarata WLTP perché dipende da velocità, temperatura, carico, stile di guida e uso del clima. In autostrada d'inverno può scendere anche di un terzo. Conoscere questa differenza evita brutte sorprese nella pianificazione dei viaggi.
  • Autonomia WLTP

    Sigla
    L'autonomia WLTP è quella dichiarata secondo il ciclo di omologazione europeo, più realistico del vecchio NEDC ma comunque ottenuto in condizioni controllate. Serve a confrontare i modelli tra loro. In autostrada e con il freddo l'autonomia reale è in genere inferiore.
  • Autoscarica

    L'autoscarica è la lenta perdita di carica di una batteria ferma nel tempo; nelle elettriche è contenuta, ma i consumi dei sistemi di bordo possono ridurre la carica durante lunghe soste. Per questo si consiglia di non lasciare l'auto a lungo con carica molto bassa o molto alta. Anche le funzioni connesse consumano un po' a veicolo fermo.
  • AVAS (avvisatore acustico)

    Sigla
    L'AVAS (Acoustic Vehicle Alerting System) è il suono artificiale che le auto elettriche e ibride emettono a bassa velocità per farsi sentire da pedoni e ciclisti, dato che il motore elettrico è silenzioso. È obbligatorio sui veicoli nuovi. Migliora la sicurezza degli utenti vulnerabili in città.
  • B

  • Batteria agli ioni di litio

    Le batterie agli ioni di litio sono lo standard delle auto elettriche per densità energetica, durata e capacità di ricarica. Sono composte da molte celle gestite dall'elettronica. Preferiscono cariche parziali ed evitare il caldo estremo per durare a lungo.
  • Batteria allo stato solido

    La batteria allo stato solido sostituisce l'elettrolita liquido con uno solido, promettendo più autonomia, ricarica più rapida e maggiore sicurezza. È considerata la tecnologia del futuro prossimo per le elettriche. È ancora in fase di industrializzazione.
  • Batteria di trazione (alta tensione)

    La batteria di trazione ad alta tensione è la fonte di energia dell'auto elettrica o ibrida, con tensioni che vanno da alcune decine a centinaia di volt. La sua capacità, in kWh, determina l'autonomia. È il componente più costoso e va gestita e raffreddata con cura.
  • Battery swap (sostituzione batteria)

    Il battery swap è la sostituzione rapida dell'intera batteria scarica con una carica in apposite stazioni, in pochi minuti, come alternativa alla ricarica. Richiede batterie standardizzate e una rete dedicata. È diffuso soprattutto in alcuni mercati asiatici.
  • Blade battery

    La blade battery è una batteria LFP con celle lunghe e sottili a lama inserite direttamente nel pacco, per aumentare spazio e sicurezza. Unisce i vantaggi di costo e durata dell'LFP a una buona densità a livello di pacco. È una delle soluzioni che hanno rilanciato la chimica al ferro-fosfato.
  • BMS (gestione batteria)

    Sigla
    Il BMS (Battery Management System) è l'elettronica che sorveglia e bilancia le celle della batteria, gestendo carica, temperatura e sicurezza. Protegge la batteria da sovraccarichi e surriscaldamenti, prolungandone la vita. È fondamentale per prestazioni e durata del pacco.
  • C

  • Capacità lorda vs netta (buffer)

    La capacità della batteria si esprime in lorda (totale) e netta (realmente utilizzabile): il costruttore lascia un margine (buffer) sopra e sotto per proteggere le celle e preservare la durata. L'autonomia dipende dalla capacità netta. È normale che i due valori non coincidano.
  • Caricatore di bordo (OBC)

    Sigla
    Il caricatore di bordo (OBC, On-Board Charger) converte la corrente alternata delle wallbox e delle colonnine AC in continua per caricare la batteria, e ne definisce la potenza massima in AC (ad esempio 11 o 22 kW). Non interviene nella ricarica rapida in continua, che va diretta alla batteria. È il motivo per cui, alla stessa colonnina AC, auto diverse caricano a velocità diverse.
  • Cell-to-pack (CTP)

    Sigla
    La tecnologia cell-to-pack (CTP) integra le celle direttamente nel pacco batteria eliminando i moduli intermedi, per guadagnare spazio, peso e costi. Consente più capacità nello stesso ingombro. È una delle innovazioni che stanno migliorando autonomia ed economicità delle elettriche.
  • CHAdeMO

    Sigla
    Il CHAdeMO è uno standard di ricarica rapida in corrente continua di origine giapponese, oggi meno diffuso in Europa del CCS. È usato da alcuni modelli giapponesi, alcuni dei quali supportano anche la ricarica bidirezionale. Sulle nuove auto europee è ormai raro.
  • Chimica LFP

    Sigla
    La chimica LFP (litio-ferro-fosfato) è un tipo di batteria al litio economico, sicuro e longevo, che tollera bene le cariche complete, a fronte di una densità energetica un po' inferiore. È sempre più usata sulle elettriche di accesso e a media autonomia. Soffre di più il freddo intenso.
  • Chimica NMC

    Sigla
    La chimica NMC (nichel-manganese-cobalto) offre alta densità energetica, quindi più autonomia a parità di peso, ed è diffusa sulle elettriche di fascia medio-alta. Richiede però materiali costosi come il cobalto. In genere si consiglia di caricarla di norma all'80 per cento.
  • Colonnina di ricarica

    La colonnina di ricarica è la stazione pubblica a cui collegare l'auto, in corrente alternata o continua secondo la potenza. L'accesso avviene con app, tessera o carta. La densità e l'affidabilità della rete sono decisive per l'esperienza con l'elettrico.
  • Connettore CCS Combo

    Sigla
    Il CCS Combo è lo standard europeo per la ricarica rapida in corrente continua: unisce il Type 2 a due contatti di potenza aggiuntivi. È il connettore più diffuso sulle colonnine veloci in Europa. Praticamente tutte le nuove elettriche vendute qui lo adottano.
  • Connettore Type 2

    Il connettore Type 2 (Mennekes) è lo standard europeo per la ricarica in corrente alternata, usato da wallbox e colonnine AC. È la presa più comune per la ricarica lenta e media. Fa parte anche del connettore combinato per la ricarica rapida.
  • Consumo (kWh/100km)

    Il consumo di un'auto elettrica si misura in kWh per 100 km: più è basso, più l'auto è efficiente. È l'equivalente dei litri per 100 km delle termiche. Dipende da peso, aerodinamica, velocità e temperatura.
  • Convertitore DC-DC

    Il convertitore DC-DC abbassa l'alta tensione della batteria di trazione ai 12 volt che alimentano luci, elettronica e servizi di bordo, sostituendo di fatto l'alternatore. Mantiene carica anche la piccola batteria a 12 volt. È essenziale perché l'auto elettrica funzioni in tutte le sue parti.
  • Coppia istantanea

    Una caratteristica dei motori elettrici è la coppia istantanea: la spinta massima è disponibile fin da fermo, senza bisogno di salire di giri. Questo rende le elettriche molto pronte e brillanti nello scatto. È il motivo della sensazione di reattività tipica della guida elettrica.
  • Curva di ricarica

    La curva di ricarica descrive come varia la potenza durante una ricarica rapida: è alta a batteria scarica e cala man mano che si riempie, per proteggerla. Per questo in viaggio conviene ricaricare soprattutto nella fascia bassa, ad esempio dal 10 all'80 per cento. Conta più della potenza di picco per i tempi reali.
  • D

  • Degradazione (SoH)

    Sigla
    La degradazione è la lenta perdita di capacità della batteria con l'uso e il tempo, misurata dallo stato di salute (SoH, State of Health). Una batteria molto usata offre un po' meno autonomia rispetto al nuovo. Cariche parziali, evitare il caldo e limitare le ricariche ultrarapide la rallentano.
  • Densità energetica (Wh/kg)

    La densità energetica indica quanta energia una batteria immagazzina per unità di peso (Wh/kg): più è alta, più autonomia a parità di massa. È la sfida principale nello sviluppo delle batterie. Le chimiche e le architetture nuove puntano ad aumentarla riducendo i costi.
  • Dual motor (biassale)

    Le elettriche dual motor hanno un motore per assale, ottenendo trazione integrale, più potenza e migliore motricità, con ripartizione gestita elettronicamente. Possono disattivare un motore per risparmiare energia quando non serve. È una soluzione tipica delle versioni più prestazionali.
  • E

  • Efficienza del powertrain

    Il gruppo propulsore elettrico è molto efficiente: converte in movimento circa l'80-90 per cento dell'energia della batteria, contro il 30-40 per cento di un motore termico. Ciò spiega i bassi costi per km dell'elettrico. Le perdite si concentrano in ricarica, inverter e attriti.
  • F

  • Frenata mista (blending)

    La frenata mista (blending) combina in modo automatico la frenata rigenerativa del motore elettrico con quella tradizionale dei freni, per una decelerazione uniforme e la massima energia recuperata. Il guidatore preme un solo pedale e il sistema dosa le due. Un buon blending è impercettibile e migliora efficienza e comfort.
  • Frenata rigenerativa

    La frenata rigenerativa recupera l'energia della decelerazione facendo lavorare il motore elettrico come generatore, che ricarica la batteria invece di dissiparla in calore nei freni. Aumenta l'autonomia e riduce l'usura dei freni. La sua intensità è spesso regolabile dal guidatore.
  • Fuel cell (FCEV)

    Sigla
    L'auto a celle a combustibile (FCEV) produce elettricità a bordo combinando idrogeno e ossigeno, emettendo solo vapore acqueo, e muove un motore elettrico. Si rifornisce di idrogeno in pochi minuti. La diffusione è frenata dalla scarsità di distributori.
  • Full hybrid (HEV)

    Sigla
    L'ibrida full (HEV), detta anche self-charging, unisce motore termico ed elettrico e può marciare per brevi tratti in solo elettrico a bassa velocità, ricaricando la batteria da sola in frenata e decelerazione. Non si collega alla presa. Riduce consumi ed emissioni soprattutto in città.
  • G

  • Gruppo propulsore elettrico (powertrain)

    Il powertrain elettrico è l'insieme di batteria, inverter, motore e riduttore che muove l'auto, spesso integrati in un unico modulo compatto sull'assale (e-axle). Ha molte meno parti in movimento di un powertrain termico. Questa semplicità si traduce in silenzio, affidabilità e minore manutenzione.
  • I

  • Ibrida in parallelo

    Nell'ibrida in parallelo motore termico ed elettrico possono spingere insieme o alternarsi, collegati alla stessa trasmissione. È uno schema efficiente e compatto, usato in molte mild e full hybrid. Bilancia prestazioni e consumi in modo semplice.
  • Ibrida in serie

    Nell'ibrida in serie il motore termico non muove mai direttamente le ruote: funziona come generatore per produrre elettricità, mentre la spinta è sempre del motore elettrico. Offre una guida fluida da elettrica. È lo schema alla base dei range extender.
  • Ibrida plug-in (PHEV)

    Sigla
    L'ibrida plug-in (PHEV) affianca a un motore termico una batteria più grande, ricaricabile dalla presa, che consente alcune decine di chilometri in solo elettrico. È utile per chi fa tragitti brevi ricaricando spesso, mentre nei lunghi viaggi si comporta come un'ibrida tradizionale. Il vantaggio reale dipende dalla costanza con cui si ricarica.
  • Ibrida serie-parallelo (power split)

    L'ibrida serie-parallelo (power split) combina i due schemi tramite un rotismo epicicloidale, passando in automatico dal solo elettrico all'uso combinato secondo le condizioni. È il cuore di molte full hybrid diffuse. Ottimizza costantemente l'efficienza senza intervento del guidatore.
  • Impatto del clima sull'autonomia

    Riscaldamento e aria condizionata assorbono energia dalla batteria, riducendo l'autonomia soprattutto d'inverno, quando anche la batteria rende meno. Precondizionare l'auto mentre è collegata e usare la pompa di calore limitano il consumo. È una delle ragioni per cui l'autonomia reale varia con la stagione.
  • Inverter

    L'inverter converte la corrente continua della batteria in corrente alternata per il motore elettrico, e ne regola potenza e velocità gestendo l'acceleratore. In frenata compie il percorso inverso per ricaricare. È un componente chiave dell'efficienza di un'auto elettrica.
  • K

  • kWh (capacità batteria)

    Sigla
    Il kilowattora (kWh) misura la quantità di energia immagazzinata nella batteria di un'auto elettrica o ibrida: più kWh, più autonomia potenziale. È l'equivalente della capacità del serbatoio per un'auto tradizionale. Va distinto dal kilowatt (kW), che indica invece la potenza del motore o della ricarica.
  • M

  • Materie prime critiche

    Litio, cobalto, nichel e altre materie prime sono essenziali per le batterie e la loro disponibilità, costo e origine influenzano prezzo e sostenibilità delle elettriche. La ricerca punta a ridurne l'uso o a sostituirle. È un tema centrale nella transizione all'elettrico.
  • Mild hybrid (MHEV)

    Sigla
    Il mild hybrid (MHEV) usa un piccolo sistema elettrico, spesso a 48 volt, che assiste il motore termico ma non può muovere l'auto da solo. Recupera energia in frenata e aiuta in accelerazione e nelle fasi di start&stop, riducendo lievemente consumi ed emissioni. È la forma di ibridazione più semplice ed economica.
  • Modalità di ricarica (Mode)

    Le modalità di ricarica (Mode) classificano il collegamento tra auto e rete: la Mode 2 usa la presa domestica con un cavo dotato di dispositivo di sicurezza, la Mode 3 le colonnine AC con Type 2, la Mode 4 la ricarica rapida in continua. Indicano il livello di sicurezza e potenza. Servono a capire quale cavo e quale presa usare.
  • Modalità EV / ibrida

    Le auto ibride offrono modalità di guida come EV (forza il solo elettrico finché la carica lo consente), ibrida (gestione automatica) e talvolta charge o sport. Permettono di scegliere quando privilegiare silenzio, efficienza o prestazioni. La modalità EV è utile in centro città o nelle zone a traffico limitato.
  • Motore elettrico di trazione

    Il motore elettrico di trazione trasforma l'energia della batteria in movimento, offrendo coppia immediata e funzionamento silenzioso. In frenata può lavorare come generatore recuperando energia. È molto più semplice e con meno manutenzione di un motore termico.
  • Motore nel mozzo (in-wheel)

    I motori nel mozzo (in-wheel) sono integrati direttamente nelle ruote, eliminando semiassi e trasmissione e liberando spazio, con controllo indipendente di ogni ruota. Aumentano però le masse non sospese, penalizzando comfort e tenuta. Restano una soluzione di nicchia e sperimentale.
  • Motore sincrono / asincrono

    I motori elettrici delle auto sono principalmente sincroni a magneti permanenti, compatti ed efficienti, o asincroni (a induzione), robusti e senza magneti pregiati. Alcune auto usano entrambi sui due assali per unirne i vantaggi. La scelta influenza efficienza, costo e prestazioni.
  • O

  • One-pedal driving

    La guida a un pedale (one-pedal) sfrutta una forte frenata rigenerativa: rilasciando l'acceleratore l'auto rallenta decisa fino quasi a fermarsi, senza toccare il freno. È comoda in città e massimizza il recupero di energia. Il pedale del freno resta comunque disponibile per le frenate decise.
  • P

  • Pacco / modulo / cella

    La batteria di trazione è organizzata in celle, raggruppate in moduli, a loro volta assemblati nel pacco batteria. Questa struttura facilita gestione, raffreddamento ed eventuali riparazioni. In caso di guasto a volte si sostituisce solo un modulo anziché l'intero pacco.
  • Plug & Charge (ISO 15118)

    Il Plug & Charge, basato sullo standard ISO 15118, permette di avviare ricarica e pagamento semplicemente collegando il cavo, perché auto e colonnina si riconoscono e si autorizzano da sole. Elimina app e tessere. È il modo più comodo di ricaricare, in diffusione sulle reti compatibili.
  • Pompa di calore

    La pompa di calore riscalda e raffredda l'abitacolo in modo molto più efficiente delle resistenze elettriche, sottraendo poca energia alla batteria. È preziosa sulle elettriche, dove il riscaldamento incide sull'autonomia. Con il freddo intenso il suo vantaggio è più evidente.
  • Potenza di ricarica (kW)

    La potenza di ricarica, in kW, indica quanto velocemente entra energia nella batteria: più è alta, meno tempo serve. Dipende dal minore tra ciò che offre la colonnina e ciò che l'auto accetta. Il caricatore di bordo limita la potenza in corrente alternata.
  • Precondizionamento batteria

    Il precondizionamento porta la batteria alla temperatura ideale prima di una ricarica rapida o della partenza, così da caricare più velocemente e rendere al meglio. Si attiva spesso automaticamente impostando una colonnina nel navigatore. Con il freddo è decisivo per non perdere prestazioni in ricarica.
  • Preriscaldamento abitacolo da remoto

    Il preriscaldamento, o preraffrescamento, da remoto porta l'abitacolo alla temperatura desiderata prima di partire, tramite app o timer, meglio se ad auto collegata così da usare l'energia della rete. Migliora comfort e autonomia, perché si parte già in temperatura. È una delle comodità tipiche dell'auto elettrica.
  • R

  • Raffreddamento batteria

    Il sistema di raffreddamento mantiene la batteria nella finestra di temperatura ideale, spesso a liquido, per preservarne prestazioni, durata e sicurezza. È attivo sia in ricarica rapida sia sotto sforzo. Un buon raffreddamento consente ricariche più veloci e una batteria più longeva.
  • Range anxiety

    La range anxiety è il timore di restare senza carica prima di raggiungere una colonnina, tipico di chi si avvicina all'elettrico. Si riduce con la crescita della rete di ricarica e con la pianificazione dei viaggi. Nell'uso quotidiano l'autonomia delle elettriche moderne è spesso più che sufficiente.
  • Range extender (EREV)

    Sigla
    Il range extender (EREV) è un'elettrica con un piccolo motore termico che funge solo da generatore per ricaricare la batteria e allungare l'autonomia quando serve. Le ruote sono sempre mosse dall'elettrico. Unisce la guida elettrica alla tranquillità di non restare a piedi.
  • Recupero in rilascio (lift-off)

    Il recupero in rilascio è la frenata rigenerativa che entra in azione quando si toglie il piede dall'acceleratore, rallentando l'auto e ricaricando la batteria. La sua intensità è spesso regolabile, fino alla guida a un pedale. Cambia il modo di guidare rispetto a un'auto termica.
  • Ricarica AC e DC

    La ricarica in corrente alternata (AC), da presa domestica o wallbox, è più lenta e adatta a casa o al lavoro; quella in corrente continua (DC), alle colonnine fast, è molto più rapida ed è pensata per i viaggi. La velocità dipende dalla potenza della colonnina e da quella massima accettata dall'auto. In DC di solito si ricarica fino a circa l'80% in tempi contenuti.
  • Ricarica bidirezionale (V2G/V2L)

    Sigla
    La ricarica bidirezionale permette all'auto non solo di ricaricarsi, ma anche di restituire energia: verso la rete (V2G), verso la casa (V2H) o per alimentare dispositivi (V2L). Trasforma l'auto in un accumulatore mobile. È una tecnologia in crescita, utile per bilanciare i consumi e sfruttare l'energia rinnovabile.
  • Ricarica lenta (presa domestica)

    La ricarica lenta usa una comune presa domestica (Schuko) con un caricatore portatile, erogando poca potenza (circa 2-3 kW) e richiedendo molte ore. È una soluzione di emergenza o per chi percorre pochi km. Per un uso regolare a casa è meglio una wallbox, più veloce e sicura.
  • Ricarica rapida DC

    La ricarica rapida in corrente continua (DC) alimenta direttamente la batteria bypassando il caricatore di bordo, permettendo di recuperare molta autonomia in poche decine di minuti. È pensata per i viaggi. Un uso molto frequente, sul lungo periodo, può accelerare leggermente la degradazione.
  • Ricarica trifase

    La ricarica trifase in corrente alternata sfrutta tre fasi dell'impianto elettrico per erogare più potenza (tipicamente 11 o 22 kW), riducendo i tempi rispetto alla monofase. Richiede un impianto adeguato e un caricatore di bordo compatibile. È comune nelle wallbox e nelle colonnine AC pubbliche.
  • Ricarica ultrarapida (HPC)

    Sigla
    La ricarica ultrarapida (HPC, High Power Charging) raggiunge potenze molto elevate, fino a 350 kW, per aggiungere centinaia di km in pochi minuti sulle auto compatibili. Richiede batterie e impianti predisposti. La potenza massima si ottiene solo entro una certa finestra di carica.
  • Riciclo batterie

    Il riciclo recupera dalle batterie a fine vita materiali preziosi come litio, nichel e cobalto, da reimmettere nella produzione. Riduce la dipendenza dalle miniere e l'impatto ambientale. La normativa europea impone quote crescenti di recupero e di materiale riciclato.
  • Riduttore monomarcia

    La maggior parte delle auto elettriche non ha un cambio a più marce ma un riduttore a rapporto fisso, perché il motore elettrico eroga coppia su un ampio arco di giri. Ne derivano semplicità, fluidità e meno manutenzione. Solo poche elettriche adottano cambi a due rapporti per privilegiare velocità o efficienza.
  • S

  • Second life batterie

    La second life è il riutilizzo delle batterie dell'auto, quando non più adatte alla trazione ma ancora capaci, come accumulatori fissi per case o reti. Prolunga la vita utile e riduce l'impatto ambientale. È un tassello importante della sostenibilità dell'elettrico.
  • Smart charging

    La ricarica intelligente (smart charging) programma e modula la ricarica per sfruttare le fasce orarie più economiche o l'energia rinnovabile, senza superare i limiti dell'impianto di casa. Può dialogare con la rete e con altri carichi domestici. Riduce i costi e aiuta a non sovraccaricare il contatore.
  • T

  • Tariffa di ricarica

    Le tariffe di ricarica pubbliche possono essere a consumo (euro per kWh), a tempo (euro al minuto) o miste, e variano molto tra operatori e potenze. Le soste oltre la carica possono comportare penali di occupazione. Conviene informarsi prima, perché il costo per 100 km cambia parecchio secondo la colonnina.
  • Tempo di ricarica (10-80%)

    Il tempo di ricarica rapida si indica spesso come minuti per andare dal 10 all'80 per cento, la fascia in cui la potenza resta alta. Oltre l'80% la ricarica rallenta molto per proteggere la batteria. È un dato più utile del solo picco di potenza per pianificare i viaggi.
  • Tessera / app di ricarica

    Per usare le colonnine pubbliche servono in genere un'app o una tessera dell'operatore, che identificano l'utente e gestiscono il pagamento. Il roaming permette di usare reti diverse con un unico contratto. La frammentazione tra operatori è una delle complicazioni dell'esperienza di ricarica.
  • V

  • Veleggio (coasting)

    Il veleggio (coasting o sailing) è quando l'auto prosegue per inerzia con il motore termico disaccoppiato o spento, per non sprecare energia nei tratti in cui non serve spinta. È tipico di mild e full hybrid. Riduce i consumi soprattutto in extraurbano.
  • W

  • Wallbox

    La wallbox è la stazione di ricarica domestica a corrente alternata, montata a muro, che ricarica l'auto più velocemente e in sicurezza rispetto a una presa comune. Le potenze tipiche vanno da 3,7 a 22 kW secondo l'impianto. È il modo più comodo ed economico per ricaricare a casa di notte.
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